La storia di Manuela.

“Questa di Manuela è la storia vera che scivolò nel fiume a primavera  

ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra a una stella.

 Sola senza il ricordo di un dolore vivevi senza il sogno di un amore

ma un Troglodita buono e senza scorta bussò tre volte un giorno alla sua porta.” 

 

Ho appena letto su un quotidiano della sua storia, gentilissima signora Palmieri e subito mi si è strinto il cuore. Principalmente per la pietà umana del suo caso e per la sua condizione fisica ma anche per l’indifferenza delle istituzioni pratesi verso i propri concittadini. Leggo dalla sua intervista che ha una situazione abitativa degna di un deportato alla Cayenna del tardo 800 e non so quante volte si sarà rivolta all’assessorato dei servizi sociali per richiedere un abitazione dignitosa. Quanti cittadini saranno nelle stesse sue condizioni… E immagino cosa avrà pensato quando comune e Regione privilegiano i profughi facendoli accomodare in villini o ristrutturando vecchie coloniche. “Così è la vita” si potrebbe dire se nel suo caso non fosse tragicamente crudele.

Si perché leggo di un tumore che le sta minando sempre più il fisico e che la sua aspettativa di vita è ormai una speranza, e ancora non posso fare a meno di pensare che potrebbe essere andata diversamente se avesse potuto curarsi in una struttura oncologica adeguata nell’ex ospedale Misericordia e Dolce. “Così è la vita” anche se Il diritto alla cure e alla salute vale più di qualsiasi parco verde.

Che altro dirle, signora Palmieri? Spero in cuor mio che Il suo scritto venga letto dal sindaco Biffoni e dall’assessore al sociale Biancalani per garantirle una sistemazione adeguata. Spero anche che venga letto dal vicesindaco Faggi affinché nel suo mandato si impegni prima per i pratesi e poi per gli altri e ultimo ma non ultimo dal governatore Rossi e dall’assessore regionale alla sanità Saccardi.

Riusciranno le sue parole scritte su un quotidiano a scuotere e svegliare le istituzioni locali? Sicuramente si, perché questa amministrazione comunale, in mancanza di altro, cura molto l’aspetto mediatico e la comunicazione quindi non disperi e attenda fiduciosa. Ha i suoi cani, che le sono di compagnia e che la aiuteranno a superare questo brutto momento, e se può consolarla pensi che avranno, così come tutti i cani della città, una grande area di sgambatura al Calice. Almeno per loro, per i cani, le istituzioni hanno avuto un occhio di riguardo.   

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