Prato: panchine come non ci fosse un domani e spazi fantasmagorici

Tutte le novità fantascientifiche per il centro storico in programma per il 2016: a Prato arrivano per la prima volta le panchine nelle piazze e viene creato una nuova piazza. Incredibile!

IL TROGLODITA VERO on 22 settembre 2004 at 14:55 (fuso orario di Sidney, Australia)

image

Si potrà sedere in piazza Duomo e godersi il panorama, e lo stesso si potrà fare in piazza Ciardi, nonostante il traffico, mentre in piazza Cardinale Niccolò le auto saranno vietate. E se piazza Mercatale si doterà finalmente di un marciapede degno di questo nome, perchè oh, fino a maggio 2014 nessuno c’aveva pensato, tra la Lazzerini e le mura nascerà piazza Landini, e ci saranno delle panchine pure qui, un diluvio di panchine!

Sono questi gli interventi (finanziamento totale 500mila euro) programmati per il 2016 in centro storico. Lo hanno assicurato gli assessori Barberis e Alessi. Piazza Landini, se qualcuno se lo chiedesse, è il nome con cui l’amministrazione chiamerà lo spazio compreso tra la biblioteca Lazzerini e le mura.

1. Piazza Duomo pedonale e con le panchine

piazza_duomo_pedonale

In piazza Duomo il progetto prevede l’installazione di otto panchine alternate a lampioni di nuovo tipo. Per i più timorosi, il Comune fa sapere che le panchine avranno un bracciolo per impedire alle persone di stendersi (modalità anti-barboni modalità on), quindi per sdrairsi rimarranno, come sempre, i gradini del Duomo.

Le auto potranno accedere a piazza Duomo solo da Largo Carducci e solo per svoltare in via Firenzuola. Tutti gli altri accessi a piazza Duomo saranno vietati, come per esempio quello da via Santo Stefano, il che comporterà alcuni cambiamenti nella viabilità interna (sensi di marcia) del centro storico su cui però il Comune non si è ancora espresso. Mistero glorioso. Amen.

La novità assoluta è che ci si potrà godere il panorama… Che butteranno giù qualche palazzo per aprire una visuale sulla Calvana? In ballottaggio Palazzo Vescovile. Geniali…

2. Piazza Ciardi e nuovo collegamento piazza Mercato Nuovo

piazza-ciardi-stato-di-progetto-a3-1

Piazza Ciardi, più o meno distrutta dal vento del 5 marzo, verrà rimessa a nuovo. Le novità più interessanti saranno queste: l’intero perimetro della piazza sarà delimitato da un “muretto” di circa 45 cm su cui si potrà sedere liberamente, sarà aumentato il numero dei lampioni e migliorato il loro posizionamento e l’area all’interno della piazza (il giardino, per capirsi) sarà in leggero declivio verso la fontana. Alle due estremità della piazza verranno realizzati dei parcheggi per biciclette e motorini. Quindi quando piove il bozzo è assicurato. Poi tutti a pescare le carpe. A noi Jeremy Wade di River Monsters ci fa una sega!

Nel computo dei lavori per il 2016 è prevista anche la realizzazione di un percorso illuminato e ben distinto dalla strada per il collegamento tra piazza del Mercato Nuovo e piazza dell’Università. Il Comune pensa anche di installare lungo il suo percorso una cabina di Sos. Un modo per incentivare l’uso del parcheggio del Mercato Nuovo e far arrivare a piedi e viva la gente in centro attraversando la stazione del Serraglio. Bear Grylls rule… Sarà più o meno così:

collegamento_universita3. Piazza Cardinale Niccolò

Le novità interessanti dell’intervento previsto sono due: la pedonalizzazione della piazza, che da parcheggio selvaggio dovrebbe trasformarsi in qualcosa di molto simile ad una piazza, infatti è una piazza, e la disponibilità da parte del conservatorio di affittare, magari ad un ristoratore, uno dei locali al piano terreno. Gli alberi verranno abbattuti e ripiantati, e per gestire l’afflusso in orario scolastico di mamme e babbi in preda alla fretta il Comune sta pensando ad alcune soluzioni: chiusa con le catene apri e chiudi e con i telecomandi dati alle mamme VIP suv-munite che potranno parcheggiare anche sulla fontana pur di non far consumare le sneakers ultimo grido dei loro figli. Accessi tecnologici… La piazza sarà così:

sniccolo-progetto-1

4. Piazza Landini

L’operazione più complessa e ardita mai tentata a Prato, anche la più importante: creare un nuovo spazio pubblico, cose mai viste prima d’ora. Tra la biblioteca Lazzerini, le mura e due edifici privati nascerà piazza Landini. Verrà abbattuto un edificio e mantenuta una ciminiera, roba da Megacostruzioni su DMAX,  mentre l’area sarà dotata di sedute e arredamento vegetale che i tecnici del Comune hanno definito “arditi”. Questo il progetto. Ecco alcune suggestioni, perché questo è un appunto ancora un progetto e scusate se ci ripetiamo, un progetto signore e signori!

1. Piazza Landini, vista dalla Lazzerini

piazza_landini_12. Piazza Landini, vista dalla “nuova” porta nelle mura

piazza_landini_23. Piazza Landini, dettaglio sull’accesso metaforico concepito di fronte alla ciminiera, insomma una supercazzola con scappellamento accessibile, come se fosse una porta con raggi laser che nemmeno in “Star Wars – Il risveglio della forza”.

piazza_landini_dettaglioVarie

Le panchine arriveranno un po’ dappertutto come non ci fosse un domani, anche in piazza delle Carceri. Gli uffici tecnici hanno fatto uno stock e stanno studiando le sedute meno ingombranti possibili da un punto di vista visivo, praticamente invisibili perchè c’è il Caverni che a quella piazza ci tiene di più del salotto buono di casa sua e vigila come un mastino. Panchinari…

Sollecitato da un amico ho letto alcuni commenti sul suo profilo Facebook e non ho saputo resistere… Nessuno se ne dolga, nemmeno gli amici di Pratosfera, che so dotati di buon sense of humor ed ai quali va il mio cordiale saluto deferente e la mia immutata stima.
Il Troglodita di Prato

Annunci

Servirebbe un miracolo… della Madonna.

creaf

Vogliamo parlare del Creaf (o come caspita si chiama adesso) anche noi? Ma si, facciamolo fornendo anche qualche numero. La società Creaf srl è stata fondata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Prato, un ente statale che si era gettato a capofitto nel settore immobiliare per la gioia degli amici degli amici. La compagine societaria di Creaf è composta appunto dalla Provincia di Prato per lo 81,69% (pari a 5 milioni e 562mila euro), dal Comune di Prato che detiene il 10,76% (pari a 733mila euro), da quello di Montemurlo con il 5,14% (pari a 350mila euro) e da Carmignano con lo 1,16% (pari a 79mila euro). Seguono i comuni di Vaiano, Poggio a Caiano, Vernio e Cantagallo con quote da zero virgola ciascuno ma con un tesoretto globale impegnato di 85mila euro.
Scorrendo le quote la prima anomalia che salta all’occhio è quella del Comune di Carmignano che risulta quarto sottoscrittore della società che nacque, è bene ricordarlo, come Centro Ricerche ed Alta Formazione. Forse l’amministrazione carmignanese del tempo pensava che questa fantasmagorica nuova entità potesse sviluppare chissà quali tecniche agrarie o vinicole. Chissà…
Una cosa che a Carmignano, e non solo loro, dovrebbero sapere bene è che dall’ottobre 2005 ad oggi il CReAF non è ancora divenuto operativo perché nonostante sia stato acquistato a suo tempo per 10milioni e 200mila euro, con un contributo della Regione di 500mila euro e con i costi lievitati alle stelle fino ad arrivare all’iperbolica cifra di 30milioni di euro. E non è finita qui perché nonostante tutto, nonostante l’ulteriore 1milione e 600mila euro elargito per la messa a norma degli impianti, invecchiati ed obsoleti a causa del tempo trascorso, l’immobile non è stato ancora completato! Per adibirlo a cosa poi? Nessuno lo sa. Neppure il suo cda prima e l’amministratrice unica adesso. E nonostante l’inoperatività continua ad avere perdite d’esercizio (per forza, non produce niente!!!) con cifre a sei zeri!!
Chi passa da Via Galcianese può distinguere lo stabile dell’ex lanifico Olmi come una laica sagrada familia incompiuta, tempio dello spreco e dei maneggiamenti della sinistra. Se scendiamo ancor più nel dettaglio lo stabile dell’ex lanifico Olmi fu acquistato prima da un prestigioso lanifico pratese al prezzo di 407 euro al MQ e dopo due anni di incremento delle ragnatele rivenduto alla provincia per 845 euro al MQ, ovvero più del doppio!! A quei tempi, quando gli ingegneri erano quelli giusti, conveniva ai privati vendere agli enti amministrativi. Adesso invece non è più l’età dell’oro per gli amici degli amici, tanto che l’asta per Palazzo Novellucci (sede della provincia) non interessa proprio a nessuno.
Tornando all’immobile, divenuto proprietà della Provincia che commissionò uno studio di sola progettazione costato 405mila euro, sarebbe stato “girato” alla società CReAF che, per giustificare le previste enormi spese di ristrutturazione, pensò bene di strombazzare nomi altisonanti come Microsoft Italia, Hp Italia e Ambrosini spa (studio di consulenza per alte direzioni) quali prossimi inquilini della struttura. Peccato che questi BIG siano rimasti nel mondo della fantasia giacché non si siano visti e peccato che perfino il Polo Scientifico di Navacchio (non Silicon Valley…. Navacchio!!) abbia fatto marcia indietro per la mancanza di agibilità della struttura. Un quisquilia, una pinzillacchera che dovrebbe farci piangere lacrime amare dopo tutti i milioni spesi.
Ad oggi i lavori di ristrutturazione dell’edificio di Via Galcianese non sono ancora conclusi nonostante tutti i soldi spesi. Anzi, ancora nessuno ha ben chiaro cosa fare di questo immobile, se non cambiarli ancora una volta il nome: adesso si chiama “Parco Scientifico Tecnologico”. Talmente tecnologico che la prospettiva di spazio e di vuoto cosmico è studiata perfino dall’astrofisico Stephen Hawking nella sua Termodinamica dei Buchi Neri. Oppure dal mago Coppelfield che spiegherà con quali arti magiche la società di gestione ripagherà il debito di 6milioni di euro girati a Creaf dalla Provincia tramite prestito bancario. In compenso si sono dotati di un sito internet della madonna, dove appena accedi vedi frullare i metri quadrati di vuoto pneumatico. Servirebbe appunto un miracolo della Madonna… Peccato che la Madre Santissima di Nostro Signore non sieda sugli scranni del presidente della Provincia di Prato e del Comune.

Banchieri da Monopoly

  
Anche il mio computer sbadiglia per la noia di scrivere sempre le stesse cose a proposito degli stessi fatti e misfatti, dai quali si evince la tracotante pochezza intellettiva e la becera rozzezza negli intenti e nei modi adoperati per amministrare la città. Eppure il pasticciaccio brutto degli swap dovrebbe essere messo sotto la lente perché, al di la dello sperpero di denaro pubblico da parte di incompetenti, focalizza l’ingenuità fanciullesca con cui quella passata amministrazione giocava a fare i banchieri da Monopoly. «Ma quale “operatore finanziario qualificato”… Il Comune di Prato non sa nemmeno che cos’è un tasso d’interesse». Questo il tenore di una mail che il 13 giugno 2006 si scambiavano due funzionari della Dexia Crediop. Una tragedia avallata davanti ai giudici anche da Graziella De Castelli, ragioniera capo del Comune all’epoca, che tranquillamente ha ammesso che lei di prodotti finanziari derivati o “swap” non capiva una beata minchia! E se fosse stata una partita a Monopoly, qui sarebbe scattata la risata generale e gli sfottò degli amici, ma purtroppo questi scellerati usavano soldi veri. I nostri soldi! È stato un continuo salasso per le casse del comune che doveva pagare fior di interessi senza che nessuno, dal sindaco al vicesindaco, all’assessore al bilancio intervenissero. C’era il rischio di passare da idioti e allora meglio star zitti e continuare a pagare. Meno male che adesso possiamo dire che è stato tutto un brutto sogno e che giustizia sia stata fatta e possiamo assistere alle ulteriori fasi del processo con più serenità pur scoprendo nuove bischerate di gestione. Tutto è bene quel che finisce bene allora? Sicuramente si. Per le casse comunali che non avranno più ammanchi, per l’odierno sindaco che ha potuto allestire un settembre pratese degno della migliore tradizione, per la nuova assessora al bilancio che potrà disporre del ritrovato tesoretto anche se continua a invertarsi nuove gabelle, per la vecchia ragioniera capo promossa alla Corte dei Conti Toscana dato che i conti li sapeva fare parecchio bene, per gli allora amministratori che grazie a questi meriti hanno scalato le gerarchie arrivando perfino a un ministero e sopratutto per i pratesi che non correranno più il rischio di ritrovarsi in mutande. Almeno fino alla prossima tassa.

Le mutande.

  
Prato è una città che ha sempre accolto, ma è anche madre spesso indifferente con molti dei suoi figli, siano essi legittimi o adottivi. A Prato i figli tornano. Tornano da luoghi lontani, da impegni che li hanno portati in giro per il mondo. Tornano nonostante la rudezza e l’ingratitudine della città/madre, perché si sono allontanati da lei per raggiungere le loro aspirazioni, ma nel profondo del cuore la amano, così come si ama una vecchia madre piena di acciacchi e che si stenta a riconoscere dietro a quelle rughe che celano la bellezza di un tempo.

Vi dico questo perché stasera ho incontrato una figlia della nostra città. Figlia nata e cresciuta qui, allontanatasi e tornata. E adesso pratese e cittadina, ogni volta che il suo meraviglioso “mestiere” le permette di tornare. Valentina Banci è una donna straordinaria, per l’energia che emana, per la passione e per la forza. Soprattutto è un’attrice di grande talento. Proprio stasera, vincendo il richiamo del mercatino europeo sparso per le piazze cittadine, ed avendo ricevuto l’invito direttamente da lei, ho avuto il piacere di ammirarla al Fabbricone ne “Le mutande” di Sternheim, con l’adattamento di Paolo Magelli e la regia di Luca Cortina. Sulle tavole gli attori della Compagnia Stabile del Metastasio. È inutile dire che l’attenzione dello spettatore è colta dalla assoluta presenza scenica di Valentina/Luise. Se “Le mutande” sono Luise, tutto ciò che la circonda è la metafora di una società priva di amore. Ed in questo emerge la sognatrice protagonista che verrà annichilita dalle aspirazioni alla scalata sociale degli altri personaggi. È sintomatico come dopo due ore di recitazione ed una serie di situazioni in cui l’opportunismo di tutti prevale sui sogni di Luise, in un loop torniamo ad ascoltare la medesima frase di inizio rappresentazione: che cosa mangerà la bestia?

La pièce messa in scena al Fabbricone è straordinaria per la scenografica spoglia ma significativa, le luci che sapientemente disegnano i volti dei protagonisti, l’odore dell’arrosto che realmente pervade la platea. Tutto si gioca in pochi metri ed alcune porte che si aprono su mondi vicini ma totalmente estranei fra loro. Ed è proprio Valentina/Luise che li unisce tutti con grande potenza recitativa. Tutti bravi gli attori della Compagnia Stabile del Metastasio: Fabio Mascagni, Elisa Cecilia Langone, Francesco Borchi e Fulvio Cauteruccio.

Chiudo tornando a parlare della madre indifferente che molto spesso non valorizza i propri figli. Infatti in questo momento che potremmo chiamare “il fuori settembre pratese”, così come si esaltano e pubblicizzano altri eventi, la messa in scena in prima nazionale de “Le Mutande” poteva avere un maggiore risalto. Innanzitutto perché è uno spettacolo piacevole sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto perché accoglie Paolo Magelli, oramai ex direttore artistico del Metastasio e l’attrice Valentina Banci, entrambi reduci dallo straordinario successo della Medea di Seneca rappresentata prima al Teatro Greco di Siracusa e poi al Colosseo in diretta TV. Quanto creato da Magelli nel nostro teatro cittadino rappresenta un’esperienza unica ed eccezionale di Compagnia Stabile e per dirla con le sue parole “il mio testamento culturale”. 

Starà a chi gli succederà proseguire ed incrementare i successi raggiunti, anche perché la qualifica di Teatro di Rilevante Interesse Culturale porterà ulteriori risorse economiche nelle casse dell’ente. Diversamente una regressione rappresenterebbe l’ennesima occasione persa per la nostra città, incapace di rialzare la testa dalle imposizioni che la vogliono “in mutande” relegata a periferia di Firenze ed un catastrofico insuccesso per i politici che attualmente governano la città.

Brava Valentina Banci, bravo Paolo Magelli, bravi tutti i componenti della Compagnia Stabile del Met.

Come cani al guinzaglio del padrone.


Raramente, a dir la verità quasi mai, cito delle persone con il proprio nome nei miei scritti ma questa volta la cosa è talmente curiosa che non resisto. Mi sono imbattuto in un articolo dal blog di tale Loana Fortin laddove la “blogger” attaccava pesantemente la consigliera indipendente Marilena Garnier. Certo che ognuno ha una propria visione e può scrivere ciò che vuole assumendosene le responsabilità ma in questo mondo virtuale dove tutti si possono ergere a blogger e qualche ragazzotto perfino a spin doctor, prima di vomitare amenità bisognerebbe avere un minimo di spalle coperte, e vista la mole della signora, anche qualcos’altro. Bene intendersi: questo non è un articolo a difesa della Garnier, dato che la signora ha palle e polvere a sufficienza per ignorare queste cose. Mi preme però smascherare questi cantori delle verità indissolubili che come la luna, hanno una faccia nascosta e sono rosi dentro dall’invidia. Infatti come dicevo, la consigliera Garnier è una che non si fa certo mettere la mosca sul naso dato che ha avuto il coraggio di denunciare il malgoverno e l’improduttività della giunta Biffoni schierandosi apertamente e in maniera netta, come tutti coloro che non si fanno comprare, contro l’amministrazione. Tutto il contrario della Loana Fortin che seppur ideologicamente di destra, per convenienza si è iscritta nelle liste della Città per Noi in appoggio proprio a Biffoni, dopo che il proprio presidente Agostinelli ha effettuato una conversione a 360° da meravigliare perfino Scilipoti! Una convenienza che parte appunto da una serie di favori fatti e di grazie ricevute, giacché la Fortin fa parte di quelle guardie ambientali che hanno, guarda caso, ricevuto l’incarico di sovrintendere agli argini e alle piste ciclabili.


  

Dato che sono un vecchio pratese da generazioni mi viene spontaneo il detto «pé nulla un canta i ceho», perché a pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Per dire, proprio in questi giorni con le luci del settembre pratese al crepuscolo il sindaco Biffoni sta svendendo la nostra città pezzo per pezzo rendendola periferia di Firenze (per l’aeroporto) e di Pistoia (per la prefettura e i servizi collegati) e la sedicente blogger che dispensa verità non trova di meglio che occuparsi di una consigliera che ha fatto un interrogazione sul controllo dei cani, vomitandole contro tutta l’invidia repressa. Forse guardare una foto e guardarsi allo specchio fa questo effetto nefasto? Mah….

Niente di nuovo sotto il sole settembrino dove qualcuno finge di arrabbiarsi per un “bella ciao” continuando la spola a mano tesa verso palazzo comunale, e dove i favori son cambiali da onorare. Anche e soprattutto per chi scrive su qualche blog

C’è un solo Settembre.

 
A Prato siamo nel bel mezzo dei festeggiamenti per la festa che, almeno in questo periodo, eleva la città a faro illuminante nel panorama delle feste toscane. Una città che si riscopre viva e pulsante e che ha avuto la fortuna (o l’intelligenza) di saper sfruttare questo periodo che precede la festa religiosa dell’Ostensione della Sacra Cintola in maniera degna, senza sminuirsi con banali sagre estive da panzanella. Prato è viva, nonostante abbia passato anni bui dove l’unica attrattiva era il luna park e i fuochi artificiali da festa parrocchiale, seguendo e sfruttando quella riqualificazione culturale e ideologica che ha permesso alla città di reinventarsi meta turistica. Concerti di grandi artisti, luoghi di interesse culturale pieni di visitatori, il Pretorio riportato ai massimi splendori dopo anni d’oblio, alberghi e ristoranti pieni, piazze e vie del centro storico gremite di persone. Insomma tutto bello e quasi riuscito, al di la dei commenti di contrapposti tuttologi che vorrebbero o sminuire tutto o incensare anche ciò che non c’é. Come sempre la verità sta nel mezzo, perché se è vero che gli eventi riempiono piazze e strade è altresì vero che alla sera molte altre piazze e strade non offrono attrattive e non invogliano al passaggio. Due facce della stessa medaglia. Eppure a dar retta ai commenti entusiastici dei fantaccini del PD che hanno preso il posto dei pretoriani cenniani, dopo la bruttura delle natalogie tutto ciò che luccica è diventato oro. Pappagalli che ripetono quello che gli è stato detto di dire, piegandosi come un giunco a qualsiasi presa per i fondelli venga loro comunicata dai suoi corifei mediatici che sparano “la pazzesca cifra” di 15.000 presenze in tre giorni dimenticando per esempio che per la sola Visionaria 15.000 presenze ci furono in un sol giorno e per i fuochi al Castello 10.000 in una sola sera! I soliti che, ne sono certo, si meraviglieranno per le tante persone che saranno presenti al Corteggio Storico, unico evento che non ha colori politici, immutabile da decenni e lustri. Fazioni politiche che fanno a gara nel contare le aperture dei locali e le presenze a gli eventi senza riflettere sul fatto che si potrebbe dare di più per rendere più vivo tutto il centro anche la sera, come succede per i giovedì di luglio. Nulla da fare. Il cervello di taluni arriva a ragionare fino a un certo punto, incapace di darsi un progetto che vada oltre il “settembre pratese” adombrandosi in tutta la sua nullità quando qualcosa ravuglia nel sottofondo politico di parte, fatto di rancori e invidia verso “gli altri”. Per sostenere il progetto di rinascita già in atto da tempo, non importa essere pretoriano, grillino o fantaccino perché solo una città viva tutto l’anno, con l’aiuto di tutti, può sperare di sollevarsi definitamente dal cliche di periferia di Firenze. 

Non dimentichiamolo questo. Sia quando ci si improvvisa contabili che quando ci si improvvisa virtuali spazzini in una luminosa mattina di settembre.

Metastasio, priorità per la città.

  Il cda del Metastasio si appresta nei prossimi giorni a nominare il nuovo direttore artistico del teatro che andrà a sostituire quello uscente, il regista Paolo Magelli reduce dal successo di “Medea” al Teatro Greco di Siracusa e al Colosseo di Roma con tanto di diretta tv. La stessa piece teatrale ha avuto come protagonista una straordinaria ed intensa Valentina Banci, attrice pratese che sarà in scena sempre con Medea al Teatro Fabbricone nell’aprile del prossimo anno, oltre che in altre rappresentazioni della compagnia stabile del Metastasio.

Tornando al discorso della nomina a direttore del MET, sia il presidente Bressan che l’assessore Mangani hanno più volte ravvisato la necessità che il nuovo direttore sia un manager e non un regista, a loro dire secondo quanto previsto dal ministero e dal FUS nel riordino degli enti teatrali. Questa opzione andrebbe in antitesi con la scelta operata dal teatro Pergola-Era che ha come direttore il noto regista Gabriele Lavia, forse in virtù del fatto che si tratta di Teatro Nazionale, mentre il MET invece no. Misteri e differenze tra un teatro nazionale e un teatro di interesse regionale. Vabbè…

Seguendo le notizie riportate da un organo di informazione molto vicino all’assessore alla cultura Mangani, vengono fuori una serie di nomi eterogenei che avrebbero le carte in regola per poter ambire alla nomina, tutti dotati di enorme spessore e con curriculum in materia di programmazione e promozione teatrale e tutti sicuramente in grado di soddisfare le richieste del Comune di Prato e del cda. Strano però che in tutti questi nomi manchi una persona che, professionista di sicuro talento, già ha riscosso molti successi nell’organizzazione di eventi e spettacoli in città e provincia. Oltretutto ricopre incarichi di ufficio stampa di enti museali ed orchestrali ed è stata direttore artistico di un importante festival musicale, ruolo dal quale si è recentemente dimessa. Ulteriore nota di merito, per non dire decisiva per la probabile assegnazione, è che proprio in questi giorni collabora con la kermesse settembrina pratese. Qualcuno avrà già capito di chi stiamo parlando. Per chi, al di fuori di certi circuiti culturali, non avesse ancora compreso chi sia, ne sveleremo il nome: Silvia Bacci.

Se i bookmakers accettassero scommesse su questa probabilissima nomina, ci punterei 10.000 euro. E lo farei a occhi chiusi!! Non tanto per le indubbie doti fino ad oggi dimostrate ma per l’importante vicinanza politica con l’amministrazione cittadina. 
Adesso è giunto il momento di mettere a frutto gli oltre ottocentomila euro ricevuti dal FUS, trecento in più rispetto allo scorso anno quando presidente era Umberto Cecchi e direttore Paolo Magelli. La volontà del ministro Franceschini di sostenere il nostro teatro va ricompensata con straordinaria capacità manageriale. A lei, a Silvia Bacci, auguro pertanto un grande in bocca al lupo! 

Con buona pace della meritocrazia e dei curriculum che finiranno come sempre nel cesso di palazzo comunale. 

Che sia sempre Settembre.

  Settembre è cominciato e sono partiti gli eventi di “Settembre, Prato è spettacolo” con gran dispiego di battage pubblicitario e con roboanti osanna da parte della giunta. Bene. Benissimo. Se questi eventi devono servire a rendere più presentabile la nostra città ben vengano! Nel centro storico piazze gremite, strade riscoperte al tradizionale struscio, nuove aperture di ristorantini e locali , turisti che riempiono gli hotel, l’apertura completa del Pretorio, sono tutti segnali di una voglia di voler cambiare lo stato delle cose dando nuovo smalto e nuovo slancio per riportare il centro storico vivo.

Panem et circensens, si diceva fino a qualche anno fa. Beh, se devo scegliere tra un desco spoglio e bruttissimo come quello delle scorse natalogie, preferisco di gran lunga il panem et circensens attuale! Prato infatti si merita molto di più di 5 pancali imbullettati e piante secche e bene ha fatto, questa volta, l’amministrazione cittadina ad affidarsi in toto a veri professionisti come quelli di Fonderia Cultart che già in passato hanno dato prova di ottima professionalità nell’organizzazione di eventi che, se ben supportati dal comune, hanno radicalmente cambiato il modo di “vivere” il settembre pratese. 

Certo, qualcuno ha storto la bocca per i soldi spesi criticando i metodi di affidamento, e sempre qualcuno dice che ci sarebbero altre priorità di spesa e non mancano i lamentoni, quelli che devono criticare tutto e tutti a prescindere, che sia Jerry Cala e la Mannoia aggratis o che siano gli Interpol e Mannarino a pagamento. Suvvia, diamoci una regolata! Dopo l’aumento della Tasi, l’incameramento dei milioni dati da Toscana Energia per il subentro della distribuzione del gas, dopo il risparmio per il mancato pagamento degli Swap e il significativo sconto dai 43 milioni di euro prefissati per il riacquisto dell’area ex MeD tanto per citare alcune fonti di risparmio, volevate un settembre con il solo luna park in viale Marconi come veniva fatto prima della decisa inversione di tendenza? Ma di cosa stiamo parlando? Siamo obiettivi: è meglio cosi!

Adesso che la strada è tracciata da questo nuovo modo di ripensare gli eventi belli e interessanti come quelli attuali, sicuramente ci aspetterà un magnifico cartellone anche per il prossimo Natale. Questa è la strada giusta, o come si dice, #lavoltabuona e quindi sotto con la nomina del nuovo direttore del Metastasio per mettere a frutto la nomina a Tric, avanti con la riapertura e potenziamento del Museo Pecci e che partano i lavori per la declassata al Soccorso e del parco nell’ex MeD.

Almeno potremmo dire che l’aumento delle tasse per i servizi e i milioni a pioggia nelle casse comunali serviranno per il bene comune. Questa volta.