Banchieri da Monopoly

  
Anche il mio computer sbadiglia per la noia di scrivere sempre le stesse cose a proposito degli stessi fatti e misfatti, dai quali si evince la tracotante pochezza intellettiva e la becera rozzezza negli intenti e nei modi adoperati per amministrare la città. Eppure il pasticciaccio brutto degli swap dovrebbe essere messo sotto la lente perché, al di la dello sperpero di denaro pubblico da parte di incompetenti, focalizza l’ingenuità fanciullesca con cui quella passata amministrazione giocava a fare i banchieri da Monopoly. «Ma quale “operatore finanziario qualificato”… Il Comune di Prato non sa nemmeno che cos’è un tasso d’interesse». Questo il tenore di una mail che il 13 giugno 2006 si scambiavano due funzionari della Dexia Crediop. Una tragedia avallata davanti ai giudici anche da Graziella De Castelli, ragioniera capo del Comune all’epoca, che tranquillamente ha ammesso che lei di prodotti finanziari derivati o “swap” non capiva una beata minchia! E se fosse stata una partita a Monopoly, qui sarebbe scattata la risata generale e gli sfottò degli amici, ma purtroppo questi scellerati usavano soldi veri. I nostri soldi! È stato un continuo salasso per le casse del comune che doveva pagare fior di interessi senza che nessuno, dal sindaco al vicesindaco, all’assessore al bilancio intervenissero. C’era il rischio di passare da idioti e allora meglio star zitti e continuare a pagare. Meno male che adesso possiamo dire che è stato tutto un brutto sogno e che giustizia sia stata fatta e possiamo assistere alle ulteriori fasi del processo con più serenità pur scoprendo nuove bischerate di gestione. Tutto è bene quel che finisce bene allora? Sicuramente si. Per le casse comunali che non avranno più ammanchi, per l’odierno sindaco che ha potuto allestire un settembre pratese degno della migliore tradizione, per la nuova assessora al bilancio che potrà disporre del ritrovato tesoretto anche se continua a invertarsi nuove gabelle, per la vecchia ragioniera capo promossa alla Corte dei Conti Toscana dato che i conti li sapeva fare parecchio bene, per gli allora amministratori che grazie a questi meriti hanno scalato le gerarchie arrivando perfino a un ministero e sopratutto per i pratesi che non correranno più il rischio di ritrovarsi in mutande. Almeno fino alla prossima tassa.

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