Servirebbe un miracolo… della Madonna.

creaf

Vogliamo parlare del Creaf (o come caspita si chiama adesso) anche noi? Ma si, facciamolo fornendo anche qualche numero. La società Creaf srl è stata fondata nel 2005 su iniziativa della Provincia di Prato, un ente statale che si era gettato a capofitto nel settore immobiliare per la gioia degli amici degli amici. La compagine societaria di Creaf è composta appunto dalla Provincia di Prato per lo 81,69% (pari a 5 milioni e 562mila euro), dal Comune di Prato che detiene il 10,76% (pari a 733mila euro), da quello di Montemurlo con il 5,14% (pari a 350mila euro) e da Carmignano con lo 1,16% (pari a 79mila euro). Seguono i comuni di Vaiano, Poggio a Caiano, Vernio e Cantagallo con quote da zero virgola ciascuno ma con un tesoretto globale impegnato di 85mila euro.
Scorrendo le quote la prima anomalia che salta all’occhio è quella del Comune di Carmignano che risulta quarto sottoscrittore della società che nacque, è bene ricordarlo, come Centro Ricerche ed Alta Formazione. Forse l’amministrazione carmignanese del tempo pensava che questa fantasmagorica nuova entità potesse sviluppare chissà quali tecniche agrarie o vinicole. Chissà…
Una cosa che a Carmignano, e non solo loro, dovrebbero sapere bene è che dall’ottobre 2005 ad oggi il CReAF non è ancora divenuto operativo perché nonostante sia stato acquistato a suo tempo per 10milioni e 200mila euro, con un contributo della Regione di 500mila euro e con i costi lievitati alle stelle fino ad arrivare all’iperbolica cifra di 30milioni di euro. E non è finita qui perché nonostante tutto, nonostante l’ulteriore 1milione e 600mila euro elargito per la messa a norma degli impianti, invecchiati ed obsoleti a causa del tempo trascorso, l’immobile non è stato ancora completato! Per adibirlo a cosa poi? Nessuno lo sa. Neppure il suo cda prima e l’amministratrice unica adesso. E nonostante l’inoperatività continua ad avere perdite d’esercizio (per forza, non produce niente!!!) con cifre a sei zeri!!
Chi passa da Via Galcianese può distinguere lo stabile dell’ex lanifico Olmi come una laica sagrada familia incompiuta, tempio dello spreco e dei maneggiamenti della sinistra. Se scendiamo ancor più nel dettaglio lo stabile dell’ex lanifico Olmi fu acquistato prima da un prestigioso lanifico pratese al prezzo di 407 euro al MQ e dopo due anni di incremento delle ragnatele rivenduto alla provincia per 845 euro al MQ, ovvero più del doppio!! A quei tempi, quando gli ingegneri erano quelli giusti, conveniva ai privati vendere agli enti amministrativi. Adesso invece non è più l’età dell’oro per gli amici degli amici, tanto che l’asta per Palazzo Novellucci (sede della provincia) non interessa proprio a nessuno.
Tornando all’immobile, divenuto proprietà della Provincia che commissionò uno studio di sola progettazione costato 405mila euro, sarebbe stato “girato” alla società CReAF che, per giustificare le previste enormi spese di ristrutturazione, pensò bene di strombazzare nomi altisonanti come Microsoft Italia, Hp Italia e Ambrosini spa (studio di consulenza per alte direzioni) quali prossimi inquilini della struttura. Peccato che questi BIG siano rimasti nel mondo della fantasia giacché non si siano visti e peccato che perfino il Polo Scientifico di Navacchio (non Silicon Valley…. Navacchio!!) abbia fatto marcia indietro per la mancanza di agibilità della struttura. Un quisquilia, una pinzillacchera che dovrebbe farci piangere lacrime amare dopo tutti i milioni spesi.
Ad oggi i lavori di ristrutturazione dell’edificio di Via Galcianese non sono ancora conclusi nonostante tutti i soldi spesi. Anzi, ancora nessuno ha ben chiaro cosa fare di questo immobile, se non cambiarli ancora una volta il nome: adesso si chiama “Parco Scientifico Tecnologico”. Talmente tecnologico che la prospettiva di spazio e di vuoto cosmico è studiata perfino dall’astrofisico Stephen Hawking nella sua Termodinamica dei Buchi Neri. Oppure dal mago Coppelfield che spiegherà con quali arti magiche la società di gestione ripagherà il debito di 6milioni di euro girati a Creaf dalla Provincia tramite prestito bancario. In compenso si sono dotati di un sito internet della madonna, dove appena accedi vedi frullare i metri quadrati di vuoto pneumatico. Servirebbe appunto un miracolo della Madonna… Peccato che la Madre Santissima di Nostro Signore non sieda sugli scranni del presidente della Provincia di Prato e del Comune.

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