Da un’arte all’altra.

 

Dal mio buen retiro estivo, dove le giornate passano languide con il cocktail preferito sul tavolino, tra uno sguardo al fondoschiena di una bella ragazza ed una mano di ramino con gli amici, mi è balzato all’occhio un trafiletto su un quotidiano che riporta la mia attenzione a Prato, alla mia amata città. Leggo tra le righe il nome di un “signore” associato ad una ben precisa azione che più avanti esplicherò, ed immediatamente la memoria corre all’inizio della sindacatura di Roberto Cenni. 

Ebbene questo “signore”, maestro “nell’arte di acconciare capelli”, a quel tempo fece il viottolo nell’ufficio del sindaco per chiedere poltrone, seggiole e strapuntini, per se e per qualcun altro o altra, trovando sempre nelle risposte di Cenni un muro invalicabile. Questo segnò la rottura dei rapporti politici fra i due, nonostante il questuante avesse fortemente sostenuto l’elezione di Roberto, e l’inizio di un’azione di discredito nei confronti del primo cittadino operata dai componenti della lista civica che il “signore” capeggiava. 

Ecco, nello scritto di oggi, intravedo di nuovo quel far viottolo ed ancora quell’acredine mai sopita nei confronti di Cenni. Soprattutto vedo quello che riesce meglio a questo “signore”, che è la seconda arte in cui eccelle. È straordinaria infatti la magnificazione dell’attuale primo cittadino che si legge in quelle poche parole, un elogio sperticato e privo di ogni logica, se non quella della “leccata per ottener poltrona”. Ecco difatti esplicata l’azione di cui vi parlavo.

Vorrei a questo punto consigliare al “signore” in questione di prestare attenzione perché se il Biffoni dovesse fermarsi di scatto, rischierebbe di entrargli direttamente nel culo! 

Buon fine settimana a tutti i Pratesi. Ragazzo un altro mojito!